Cascina Bruciata


 

Rio Sordo, a circa 300 metri sul livello del mare, è uno dei Cru storici di Barbaresco (in provincia di Cuneo), da sempre terra di vini eleganti, raffinati e corposi. Qui si trova Cascina Bruciata, il cui nome non è casuale; venne infatti data dolosamente alle fiamme e il proprietario la cedette a Giovanni Balbo che, con i suoi sette figli, riuscì ad avere la meglio su un’annata molto piovosa, vendemmiando – unico viticultore di tutta la zona – un’uva sana e matura.
All’inizio degli anni 2000, Cascina Bruciata conquistò la fama che ancora oggi porta con sé, grazie all’impegno di Carlo Balbo, che – con il giusto orgoglio – ne vuole evidenziare sull’etichetta la prestigiosa zona di produzione, sinonimo di una qualità eccellente.

Nel 2016 la storia dell’azienda agricola si intreccia con quella della famiglia già proprietaria di Marchesi di Barolo, che la acquisisce.

Bisogna ammettere che un territorio di notevole interesse enologico, come questo, permette di partire avvantaggiati, ma la cura dei vigneti e l’attenzione per tutto il processo di vinificazione sono fondamentali, per trarre da queste uve meravigliose vini strutturati e raffinati, ormai conosciuti in tutto il mondo.

C’è, infatti, uno scambio di attenzioni reciproche tra la natura del terreno e delle viti e il modo di allevarle: con la vendemmia 2015 Cascina Bruciata ha ottenuto la Certificazione Biologica, che assicura che i vigneti sono condotti nel pieno rispetto del loro equilibrio.

Cascina Bruciata vuole rappresentare la tradizione con uno sguardo rivolto al futuro, amore per le proprie radici, rispetto per i luoghi che la circondano e, infine, il piacere della condivisione dei prodotti con un mondo di appassionati.

 

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